{"id":58970,"date":"2026-05-11T06:05:44","date_gmt":"2026-05-11T06:05:44","guid":{"rendered":"https:\/\/pietrosangiorgio.com\/?p=58970"},"modified":"2026-05-07T20:30:36","modified_gmt":"2026-05-07T20:30:36","slug":"perche-alcune-persone-chiedono-consiglio-ma-non-lo-seguono-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pietrosangiorgio.com\/en\/perche-alcune-persone-chiedono-consiglio-ma-non-lo-seguono-mai\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 alcune persone chiedono consiglio ma non lo seguono mai"},"content":{"rendered":"<h2><strong>Perch\u00e9 alcune persone chiedono consiglio ma non lo seguono mai<\/strong><\/h2>\n<p><em>Di Pietro Sangiorgio &#8211; Metodo E.D.S. (Emozione, Decisione, Strategia)<\/em><\/p>\n<p>Facciamo un test veloce.<\/p>\n<p>Pensate all\u2019ultima volta che qualcuno vi ha chiesto un consiglio. Uno serio. Un consiglio su una situazione complicata &#8211; lavoro, relazione, soldi, famiglia, quello che vi pare.<\/p>\n<p>Voi avete ascoltato. Avete pensato. E gli avete dato un consiglio onesto, concreto, ragionevole.<\/p>\n<p>E quello vi ha risposto: \u201cS\u00ec, ma&#8230;\u201d<\/p>\n<p>E gli avete dato un altro consiglio. E quello: \u201cS\u00ec, per\u00f2 nel mio caso&#8230;\u201d<\/p>\n<p>E un altro ancora. E quello: \u201cS\u00ec, ma ho gi\u00e0 provato.\u201d<\/p>\n<p>E alla fine vi siete sentiti come uno che ha svuotato un estintore contro un incendio dipinto sul muro. Tanta fatica, nessun fuoco. Perch\u00e9 il fuoco non c\u2019era. Non era l\u00ec.<\/p>\n<p>Se questa scena vi suona familiare, quello che state per leggere vi spiega cosa stava succedendo davvero. E vi avviso: non vi piacer\u00e0 del tutto.<\/p>\n<div class=\"aiovg-player-container\" style=\"max-width: 100%;\"><div class=\"aiovg-player aiovg-player-iframe\" style=\"padding-bottom: 56.25%;\"><iframe src=\"https:\/\/pietrosangiorgio.com\/en\/player-embed\/id\/58970\/?youtube=aHR0cHM6Ly95b3V0dS5iZS93c1V6dzdSamxfcw..&#038;poster=aHR0cHM6Ly9waWV0cm9zYW5naW9yZ2lvLmNvbS93cC1jb250ZW50L3VwbG9hZHMvMjAyNi8wNS9JbC1naW9jby1kaS1jaGktbm9uLXZ1b2xlLWVzc2VyZS1haXV0YXRvLmpwZw..\" title=\"\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/div><\/div>\n<h3><strong>Quella persona non stava chiedendo un consiglio<\/strong><\/h3>\n<p>Lo so, sembra assurdo. Ti ha guardato negli occhi e ti ha detto \u201cche ne pensi?\u201d o \u201ccosa faresti al mio posto?\u201d &#8211; che sembra in tutto e per tutto una richiesta di consiglio. E su un piano razionale lo \u00e8.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un altro piano. Un piano sotto. Un piano dove le parole dicono una cosa e il bisogno reale \u00e8 un altro.<\/p>\n<p>Eric Berne, il fondatore dell\u2019Analisi Transazionale, ha descritto questo meccanismo negli anni \u201960. Lo ha chiamato il gioco \u201cPerch\u00e9 non&#8230; S\u00ec, ma&#8230;\u201d Ed \u00e8 uno dei giochi psicologici pi\u00f9 diffusi che esistano. Lo troviamo in ufficio, a tavola, tra amici, tra colleghi, tra madre e figlia, tra soci, tra marito e moglie. Ovunque.<\/p>\n<p>Il gioco funziona cos\u00ec: sul livello visibile &#8211; quello delle parole &#8211; una persona chiede aiuto e l\u2019altra lo offre. Due adulti che parlano. Ragionevole.<\/p>\n<p>Ma sul livello nascosto, quello dove si decide davvero, sta succedendo tutt\u2019altro. Chi chiede non sta cercando una soluzione. Sta cercando la conferma che la soluzione non esiste. Sta cercando qualcuno che ci provi e fallisca, cos\u00ec da poter dire a s\u00e9 stesso: \u201cvedi? Non c\u2019\u00e8 niente da fare. Neanche lui ce l\u2019ha fatta.\u201d<\/p>\n<p>E voi, che state l\u00ec a spremere il cervello per trovare la risposta giusta, non state aiutando nessuno. State giocando la vostra parte. Senza saperlo.<\/p>\n<h3><strong>Perch\u00e9 ci cascate sempre (e perch\u00e9 con certe persone non ne uscite)<\/strong><\/h3>\n<p>A questo punto la domanda ovvia \u00e8: ma perch\u00e9 ci resto dentro? Perch\u00e9 non mi fermo al secondo \u201cs\u00ec, ma\u201d e cambio argomento?<\/p>\n<p>Bella domanda. E la risposta non \u00e8 \u201cperch\u00e9 sei troppo buono\u201d o \u201cperch\u00e9 ci tieni.\u201d Magari fosse cos\u00ec semplice.<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 nella dinamica della conversazione stessa. E per spiegarvela ho bisogno di un concetto che viene dalla Comunicazione Analogica di Stefano Benemeglio.<\/p>\n<p>Guardate bene la scena. Io propongo, tu respingi. Io ripropongo, tu respingi di nuovo. Nessuno dei due cede. Nessuno dei due cambia posizione. Entrambi spingiamo. Entrambi sullo stesso piano.<\/p>\n<p>Questa dinamica si chiama simmetria. Ed \u00e8 la chiave di tutto.<\/p>\n<p>Nella Comunicazione Analogica esistono due modi fondamentali di stare in relazione. La complementarit\u00e0 &#8211; dove i ruoli sono diversi, uno conduce e l\u2019altro segue, come in un ballo &#8211; e la simmetria, dove entrambi stanno nella stessa posizione e nessuno molla. Come due che vogliono condurre lo stesso ballo contemporaneamente. I piedi si pestano. Sempre.<\/p>\n<p>Il \u201cs\u00ec, ma\u201d \u00e8 un gioco simmetrico per definizione. E qui viene la parte importante.<\/p>\n<p>Ci sono persone che per struttura emotiva cercano la complementarit\u00e0. Benemeglio le chiama strutture base. Funzionano bene quando i ruoli sono diversi. Quando si trovano in una dinamica simmetrica come il \u201cs\u00ec, ma\u201d, dopo un po\u2019 sentono che qualcosa non torna. Non consciamente. Il corpo glielo dice. L\u2019energia scorre in modo sbagliato. E si sfilano. Cambiano argomento. Si alzano. Trovano una scusa. La simmetria non \u00e8 il loro habitat.<\/p>\n<p>E poi ci sono persone che cercano la simmetria. Si chiamano strutture alterate. Per loro, stare sullo stesso piano &#8211; spingere e contro spingere, proporre e respingere &#8211; \u00e8 il modo naturale di stare in relazione. Quando sono in simmetria si attiva la Reattivit\u00e0 &#8211; senso di colpa, risentimento &#8211; e per quanto possa sembrare scomodo, quello \u00e8 il circuito che le tiene agganciate. Possono andare avanti per ore. Non mollano perch\u00e9 mollare significherebbe accettare la complementarit\u00e0, che per una struttura alterata \u00e8 destabilizzante.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 con certe persone il \u201cs\u00ec, ma\u201d dura tutta la sera e con altre finisce in tre scambi. Non \u00e8 pazienza. Non \u00e8 interesse. \u00c8 struttura.<\/p>\n<h3><strong>Le ferite che tengono in piedi il gioco<\/strong><\/h3>\n<p>C\u2019\u00e8 un altro strato ancora. Perch\u00e9 nel Metodo E.D.S. non ci fermiamo mai a un solo livello.<\/p>\n<p>Chi gioca abitualmente al \u201cs\u00ec, ma\u201d dal lato di chi rifiuta i consigli, spesso &#8211; e dico spesso, non sempre, parlo di prevalenze &#8211; ha attive delle ferite emotive specifiche. Le ferite, nel modello che ho rielaborato dal lavoro di Lise Bourbeau, sono prevalenze dinamiche: si attivano, producono maschere difensive, si leggono attraverso comportamenti concreti.<\/p>\n<p>Le strutture alterate tendono a girare sulla ferita del rifiuto e su quella del tradimento. A volte quella dell\u2019ingiustizia. E ciascuna alimenta il gioco in modo diverso.<\/p>\n<p>Con la ferita del rifiuto attiva, il \u201cs\u00ec, ma\u201d diventa un modo per confermare che \u201cper me non c\u2019\u00e8 soluzione\u201d &#8211; che \u00e8 un altro modo per dire \u201cnon valgo abbastanza perch\u00e9 qualcosa funzioni.\u201d Ogni consiglio rifiutato \u00e8 una conferma in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Con la ferita del tradimento, il gioco diventa un test di fiducia: \u201cvediamo se anche il tuo consiglio \u00e8 una fregatura come tutti gli altri.\u201d La maschera del controllore non si fida. Di nessuno. E ogni soluzione proposta \u00e8 un\u2019altra occasione per confermare che non ci si pu\u00f2 fidare.<\/p>\n<p>Con la ferita dell\u2019ingiustizia, il \u201cs\u00ec, ma\u201d serve a dimostrare che il proprio caso \u00e8 speciale, che le soluzioni normali non si applicano. La maschera del rigido ha bisogno di avere ragione, e rifiutare il consiglio \u00e8 il modo per tenere quella posizione.<\/p>\n<p>E a volte &#8211; non come regola, come possibilit\u00e0 &#8211; c\u2019\u00e8 la ferita dell\u2019umiliazione, con la maschera del masochista. E il masochista ha bisogno di dimostrare che soffre. Il problema \u00e8 la sua identit\u00e0. Se il problema si risolvesse, lui chi sarebbe?<\/p>\n<p>Pensateci un attimo. \u00c8 una cosa che toglie il fiato, quando la vedi. Qualcuno si tiene stretto un problema perch\u00e9 quel problema gli d\u00e0 un ruolo. E il ruolo gli d\u00e0 un\u2019identit\u00e0. E l\u2019identit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 importante della soluzione.<\/p>\n<h2><strong>Quello che succede ai ruoli durante il gioco<\/strong><\/h2>\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019ultima cosa che dovete sapere per capire davvero questa dinamica. E riguarda voi, non l\u2019altro.<\/p>\n<p>All\u2019inizio del gioco, voi siete il Salvatore. Quello che aiuta. E l\u2019altro \u00e8 la Vittima. Quello che viene aiutato. Fin qui sembra tutto nobile e carino.<\/p>\n<p>Ma il gioco prevede un colpo di scena. Dopo un po\u2019 di \u201cs\u00ec, ma\u201d vi frustate. Vi sentite inutili. La Reattivit\u00e0 si attiva &#8211; risentimento, irritazione. E senza rendervene conto diventate il Persecutore. \u201cMa allora arrangiati.\u201d O magari non lo dite cos\u00ec, ma il tono cambia. L\u2019energia cambia. E l\u2019altro lo sente.<\/p>\n<p>E a quel punto la Vittima ha vinto. Perch\u00e9 ora pu\u00f2 dire: \u201cEcco, lo sapevo. Anche tu come tutti gli altri.\u201d E diventa lei la Persecutrice. Di voi. Che stavate solo cercando di aiutare.<\/p>\n<p>Salvatore diventa Persecutore. Vittima diventa Persecutrice. I ruoli si scambiano. Sempre. In ogni gioco psicologico. L\u2019Analisi Transazionale chiama questa dinamica il triangolo drammatico: tre ruoli &#8211; Salvatore, Vittima, Persecutore &#8211; e nessuno resta nella posizione di partenza.<\/p>\n<p>E se pensate che questa roba succeda solo negli studi degli psicologi, vi assicuro che succede in ogni riunione dove qualcuno presenta un problema e qualcun altro prova a risolverlo. Succede tra madre e figlia ogni domenica a pranzo. Succede tra soci che discutono del futuro dell\u2019azienda. Succede ovunque ci siano due persone e un consiglio non richiesto. Che poi, spesso, il consiglio \u00e8 stato richiesto eccome. Solo non per il motivo che pensate.<\/p>\n<h3><strong>Come uscirne: smettere di giocare la parte del Salvatore<\/strong><\/h3>\n<p>La prima cosa da fare, e anche la pi\u00f9 difficile, \u00e8 smettere di dare consigli.<\/p>\n<p>Lo so. Sembra assurdo. Uno ti chiede aiuto e tu cosa fai, lo ignori? No. Fai qualcosa di molto pi\u00f9 utile. Smetti di rispondere alla domanda e inizi a chiederti perch\u00e9 te la sta facendo.<\/p>\n<p>Nel Metodo E.D.S. il primo passo \u00e8 sempre la lettura. Emozione. Cosa sta succedendo davvero in questa conversazione? L\u2019altro sta chiedendo una soluzione o sta chiedendo attenzione? Sta cercando un consiglio o sta cercando conferma che il suo caso \u00e8 speciale? E soprattutto: siamo in simmetria?<\/p>\n<p>Se la risposta \u00e8 s\u00ec &#8211; se vi accorgete che state spingendo e l\u2019altro respinge e nessuno molla &#8211; siete dentro al gioco. E la Decisione, il secondo passo dell\u2019E.D.S., \u00e8: non continuo a fare il Salvatore.<\/p>\n<p>E poi la Strategia. Il terzo passo. Che \u00e8 il pi\u00f9 controintuitivo di tutti.<\/p>\n<p>Se l\u2019altro \u00e8 una struttura alterata e cerca la simmetria, la cosa che lo spiazza \u00e8 il contrario: la complementarit\u00e0. Cio\u00e8, invece di continuare a proporre soluzioni dalla posizione attiva del Salvatore, vi mettete nella posizione riflessiva. Vi abbassate.<\/p>\n<p>In pratica, invece di \u201cPerch\u00e9 non provi a&#8230;\u201d dite qualcosa come: \u201cCapisco. Dev\u2019essere davvero una situazione difficile.\u201d Oppure: \u201cForse hai ragione tu. Forse non c\u2019\u00e8 una soluzione semplice.\u201d<\/p>\n<p>Sembra una resa. Non lo \u00e8. \u00c8 una manovra. Perch\u00e9 quella complementarit\u00e0 inaspettata rompe la simmetria. L\u2019altro non se la aspetta. Il circuito si interrompe. E in quel momento di spiazzamento, come insegna Benemeglio, si apre lo spazio per toccare l\u2019Inconscio &#8211; quella parte che stava giocando senza sapere di giocare.<\/p>\n<p>La logica non esce dal gioco. L\u2019emozione s\u00ec.<\/p>\n<h3><strong>La domanda vera non \u00e8 \u201ccome lo aiuto?\u201d<\/strong><\/h3>\n<p>Chiudo con una cosa che dico spesso a chi lavora con me. E che a volte non \u00e8 piacevole da sentire, ma quelle sono di solito le cose pi\u00f9 utili.<\/p>\n<p>La prossima volta che qualcuno vi chiede un consiglio e sentite arrivare il primo \u201cs\u00ec, ma&#8230;\u201d fermatevi. Non preparate il consiglio successivo. Fermatevi e chiedetevi: cosa sta cercando davvero questa persona?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 spesso non \u00e8 un consiglio. \u00c8 essere vista. \u00c8 essere ascoltata. \u00c8 qualcuno che le dica, in un modo o nell\u2019altro: il tuo dolore \u00e8 reale. Non devi dimostrarmelo.<\/p>\n<p>E se questo vi sembra troppo semplice per funzionare, beh, provate. E poi vedete se era davvero semplice.<\/p>\n<p>Nel podcast Sotto le Parole &#8211; il player \u00e8 qui sopra &#8211; questa dinamica la smonto in modo pi\u00f9 approfondito, con la struttura completa del gioco e il passaggio da Salvatore a Persecutore. Se questo articolo vi ha dato da pensare, l\u2019episodio vi d\u00e0 il quadro intero.<\/p>\n<p>E se volete imparare a leggere queste dinamiche prima di finirci dentro, il Metodo E.D.S. \u00e8 un percorso. Trovi tutto sul mio sito.<\/p>\n<blockquote><p><em>Smetti di rispondere alla domanda. Inizia a chiederti perch\u00e9 te la sta facendo.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Il modello di base deriva dalla Psicologia\/Comunicazione Analogica di Stefano Benemeglio; qui \u00e8 integrato nel Metodo E.D.S. (Emozione, Decisione, Strategia) di Pietro Sangiorgio. L\u2019Analisi Transazionale \u00e8 attribuita a Eric Berne e agli sviluppi successivi. Le Cinque Ferite Emotive sono attribuite al modello di Lise Bourbeau. Questo contenuto \u00e8 di ristrutturazione personale e non sostituisce un percorso di psicoterapia.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 alcune persone chiedono consiglio ma non lo seguono mai Di Pietro Sangiorgio &#8211; Metodo E.D.S. (Emozione, Decisione, Strategia) Facciamo un test veloce. Pensate all\u2019ultima volta che qualcuno vi ha chiesto un consiglio. Uno serio. Un consiglio su una situazione complicata &#8211; lavoro, relazione, soldi, famiglia, quello che vi pare. Voi avete ascoltato. 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